
Katia Amoroso
Katia Amoroso è cofounder di Veneto Segreto, progetto editoriale nato sui social per raccontare il Veneto attraverso luoghi, storie, curiosità ed esperienze spesso lontane dai percorsi più conosciuti. Con un linguaggio diretto e riconoscibile, Veneto Segreto ha costruito nel tempo una comunità di persone interessate a scoprire il territorio e a guardarlo con occhi diversi. Grazie alla credibilità del progetto, la comunità virtuale ha prodotto proposte e appuntamenti capaci di muovere migliaia di persone in tutta la regione.
Nell’incontro si esploreranno le scelte narrative che rendono un contenuto capace di accendere curiosità e generare il desiderio di partire. Il laboratorio inviterà i partecipanti a mettersi alla prova nel racconto di un luogo o di un’esperienza, sperimentando come autenticità, ritmo, immagini e parole possano trasformare una semplice informazione in una storia capace di coinvolgere.
Evento realizzato nell’ambito del progetto GET – Gender Equality Thinking: un nuovo modello di pensiero sul futuro, finanziato nell’ambito della DGR RV n. 588/2025 “50&50 – Donne e uomini verso un futuro alla pari”.

Il Mariele
Il Mariele è attore, autore e content creator. Nato a Napoli e cresciuto a Milano, si forma nel teatro di prosa per poi affiancare alla dimensione teatrale la produzione di contenuti digitali. Sui social utilizza la comicità per raccontare la cultura contemporanea, costruendo personaggi e situazioni che giocano con linguaggi, abitudini e immaginari condivisi. Ha sviluppato uno stile personale, capace di alternare leggerezza e osservazione del presente e di mantenere al centro la relazione con il pubblico. Lui stesso ha trovato una definizione decisamente più efficace: “dama di compagnia digitale”.
L’incontro affronterà il rapporto tra performance, comicità e comunicazione digitale, interrogandosi su cosa accade quando il linguaggio del teatro incontra quello dei social. Nel laboratorio i partecipanti potranno confrontarsi con la costruzione di personaggi e situazioni a partire dall’osservazione del quotidiano, sperimentando come recitazione, ritmo, ironia e riconoscibilità possano trasformarsi in strumenti per creare contenuti capaci di intrattenere e raccontare il presente.

Vera Gheno
Vera Gheno, sociolinguista, scrittrice e attivista, si occupa di linguaggio inclusivo o ampio e comunicazione digitale, portando nella discussione pubblica una riflessione sul modo in cui utilizziamo le parole e sugli effetti che le nostre scelte linguistiche producono nelle relazioni e nella società. E’ stata ricercatrice presso l’Università di Firenze; al momento ricopre la posizione di Honorary Senior Research Fellow presso la University of Melbourne, Australia; è autrice del podcast “Amare Parole” e tra le pubblicazioni più recenti figurano Genere (Laterza, 11 settembre 2026) e La lingua libera (effequ, 23 ottobre).
L’incontro affronterà il linguaggio come strumento di trasformazione sociale, interrogandosi sul rapporto tra parole, identità, potere e responsabilità nella comunicazione contemporanea. Nel laboratorio i partecipanti potranno cimentarsi in pratiche linguistiche più consapevoli e a confrontarsi con la costruzione di contenuti capaci non soltanto di comunicare, ma anche di generare un impatto positivo.
Evento realizzato nell’ambito del progetto GET – Gender Equality Thinking: un nuovo modello di pensiero sul futuro, finanziato nell’ambito della DGR RV n. 588/2025 “50&50 – Donne e uomini verso un futuro alla pari”.

Giulio Armeni
Giulio Armeni, autore e anima di Filosofia Coatta, porta nel festival l’esperienza di un progetto che ha fatto dell’ironia, della cultura pop e della rilettura dissacrante del presente un originale strumento di osservazione della realtà. Attraverso meme, battute e cortocircuiti tra filosofia e quotidianità, costruisce un linguaggio immediatamente riconoscibile, capace di parlare di temi complessi senza rinunciare alla leggerezza.
Nel workshop si partirà da questa esperienza per esplorare l’ironia come strumento di analisi e di comunicazione. I partecipanti saranno invitati a sperimentare questo approccio, provando a trasformare un’idea, un fatto o un’osservazione sulla realtà in un contenuto capace di far sorridere, ma anche di far pensare.
